<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Letture &#8211; Antonio Fittipaldi</title>
	<atom:link href="https://antoniofittipaldi.it/categorie/letture/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://antoniofittipaldi.it</link>
	<description>docente MIM, formatore</description>
	<lastBuildDate>Mon, 18 May 2026 19:31:35 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://antoniofittipaldi.it/wp-content/uploads/antonniofittipaldi-150x150.webp</url>
	<title>Letture &#8211; Antonio Fittipaldi</title>
	<link>https://antoniofittipaldi.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Nella quarta dimensione</title>
		<link>https://antoniofittipaldi.it/2026/05/18/nella-quarta-dimensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Fittipaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 19:31:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://antoniofittipaldi.it/?p=290</guid>

					<description><![CDATA[Il viaggio narrativo iniziato con Il problema dei tre corpi e proseguito con La materia del cosmo ha il suo termine con Nella quarta dimensione, capitolo conclusivo di un’opera che ambisce, senza mezzi termini, a confrontarsi con i più vasti interrogativi cosmologici, filosofici e civili immaginabili. Liu Cixin porta qui alle estreme conseguenze le premesse [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il viaggio narrativo iniziato con <em><a href="https://antoniofittipaldi.it/2024/07/16/il-problema-dei-tre-corpi/" data-type="post" data-id="172">Il problema dei tre corpi</a></em> e proseguito con <em>La materia del cosmo</em> ha il suo termine con <em>Nella quarta dimensione</em>, capitolo conclusivo di un’opera che ambisce, senza mezzi termini, a confrontarsi con i più vasti interrogativi cosmologici, filosofici e civili immaginabili.</p>



<p>Liu Cixin porta qui alle estreme conseguenze le premesse costruite nei due volumi precedenti, espandendo ulteriormente la scala narrativa fino a dimensioni vertiginose: il destino dell’umanità non è più soltanto legato al confronto con i trisolariani, ma viene inserito in una riflessione molto più ampia sulla sopravvivenza delle civiltà nell’universo, sui limiti della conoscenza e sulla fragilità stessa della realtà fisica.</p>



<p>Il romanzo conserva l’enorme forza speculativa tipica dell’autore, offrendo scenari grandiosi e idee che, per vastità, raramente trovano equivalenti nella fantascienza contemporanea. La teoria della “foresta oscura” si evolve ulteriormente, mentre il lettore viene accompagnato verso prospettive sempre più estreme, dove spazio, tempo e dimensioni assumono contorni quasi metafisici (tanta roba il discorso della quarta dimensione).</p>



<p>Tuttavia, proprio questa smisurata ambizione finisce talvolta per rappresentare anche il limite dell’opera. La narrazione appare spesso molto lunga, dispersiva e meno equilibrata rispetto all’impatto del primo volume. In più momenti ho percepito come il romanzo si concentrasse maggiormente sull’espansione teorica delle sue idee piuttosto che sul pieno sviluppo emotivo di personaggi e relazioni.</p>



<p>In particolare, considero un’occasione parzialmente mancata il rapporto con i trisolariani stessi, che dopo essere stati il fulcro originario della saga finiscono per risultare meno centrali di quanto avrei desiderato. Il contatto e il confronto diretto con questa civiltà, che prometteva sviluppi profondissimi, lascia spazio a scenari più vasti ma anche più astratti.</p>



<p>Quanto al finale, pur mantenendo coerenza con la visione cosmica dell’intera trilogia, mi ha lasciato sensazioni contrastanti: intellettualmente ci starebbe anche, ma emotivamente è meno incisivo di quanto sperassi.</p>



<p>Consiglio <em>Nella quarta dimensione</em> a chi ama la fantascienza più speculativa, teorica e monumentale, purché disposto ad accettarne prolissità e dispersione narrativa (777 pagine a volte un po&#8217; fuffose non sono per tutti, sicuramente non per me). Un’opera che forse perde qualcosa sul piano dell’immediatezza, ma che conferma la straordinaria capacità di Liu Cixin di trasformare la fantascienza in riflessione cosmologica totale. Curiosissimo di vedere come Netflix me trarrà il prosieguo della prima stagione della serie, datata 2024.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’eleganza del vuoto</title>
		<link>https://antoniofittipaldi.it/2026/04/08/leleganza-del-vuoto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Fittipaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 18:31:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://antoniofittipaldi.it/?p=283</guid>

					<description><![CDATA[Dopo alcune letture di divulgazione scientifica, mi sono avvicinato a L’eleganza del vuoto. Di cosa è fatto l’universo di Guido Tonelli, un volume che affronta il concetto, affascinante e sfuggente, di “vuoto”. Tonelli, tra i protagonisti della scoperta del bosone di Higgs al CERN, costruisce una solida introduzione storica e teorica, accompagnando il lettore tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo alcune letture di divulgazione scientifica, mi sono avvicinato a <em>L’eleganza del vuoto. Di cosa è fatto l’universo</em> di Guido Tonelli, un volume che affronta il concetto, affascinante e sfuggente, di “vuoto”.</p>



<p><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guido_Tonelli" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tonelli</a>, tra i protagonisti della scoperta del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bosone_di_Higgs" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bosone di Higgs</a> al CERN, costruisce una solida introduzione storica e teorica, accompagnando il lettore tra le principali tappe che hanno portato la fisica a riconsiderare il vuoto come qualcosa di tutt’altro che “nulla”.</p>



<p>I quesiti sono stimolanti: cosa intendiamo davvero per vuoto? È davvero assenza di tutto, oppure una realtà dinamica e ricca di struttura? Quale ruolo gioca nelle teorie moderne, nelle tecnologie che adoperiamo tutti i giorni e nella comprensione dell’universo?</p>



<p>La prima parte scorre con chiarezza e interesse, ma è proprio qui che nasce una piccola aspettativa disattesa: dopo l’introduzione e l’inquadramento storico, mi sarei aspettato un approfondimento più deciso e concreto sul “vuoto” in sé, che invece nella parte finale resta, a mio avviso, solo parzialmente esplorato.</p>



<p>Una lettura comunque valida e accessibile, che stimola la curiosità, pur lasciando la sensazione che si potesse osare qualcosa in più sul tema centrale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fiori per Algernon</title>
		<link>https://antoniofittipaldi.it/2026/01/07/fiori-per-algernon/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Fittipaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 15:44:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://antoniofittipaldi.it/?p=275</guid>

					<description><![CDATA[Dopo aver attraversato mondi controfattuali, futuri tecnologici e riflessioni sul senso della scienza, Fiori per Algernon rappresenta una deviazione solo apparente dal mio recente percorso di letture. In realtà, il romanzo di Daniel Keyes si inserisce con naturalezza in quella zona di confine dove la fantascienza smette di interrogare il cosmo e comincia a interrogare, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo aver attraversato mondi <a href="https://antoniofittipaldi.it/2025/10/27/la-scienza-dellimpossibile/" data-type="post" data-id="251">controfattuali</a>, futuri <a href="https://antoniofittipaldi.it/2025/08/13/la-scorciatoia/" data-type="post" data-id="196">tecnologici</a> e riflessioni sul senso della <a href="https://antoniofittipaldi.it/2025/08/17/il-senso-delle-cose/" data-type="post" data-id="216">scienza</a>, <em>Fiori per Algernon</em> rappresenta una deviazione solo apparente dal mio recente percorso di letture. In realtà, il romanzo di Daniel Keyes si inserisce con naturalezza in quella zona di confine dove la fantascienza smette di interrogare il <em>cosmo</em> e comincia a interrogare, senza sconti, l’essere umano.</p>



<p>Pubblicato inizialmente come racconto breve alla fine degli anni ’50 e poi ampliato in forma di romanzo, <em>Fiori per Algernon</em> racconta la storia di Charlie Gordon, un uomo con disabilità intellettiva che si sottopone a un intervento sperimentale capace di aumentare drasticamente le sue capacità cognitive. Lo stesso trattamento è stato applicato con successo a un topo da laboratorio, Algernon, che diventa per Charlie una sorta di specchio silenzioso e inquietante.</p>



<p>La scelta narrativa dei “rapporti sui progressi”, i diari scritti in prima persona dal protagonista, è uno degli elementi più potenti del libro. Attraverso l’evoluzione della scrittura stessa &#8211; grammatica, lessico, struttura del pensiero &#8211; il lettore <em>vive</em> il cambiamento dall’interno, senza filtri. Non ci viene spiegato cosa significhi diventare più intelligenti: ci viene fatto <em>sentire</em>.</p>



<p>Ma sarebbe riduttivo leggere <em>Fiori per Algernon</em> come una semplice riflessione sull’intelligenza. Keyes usa l’esperimento scientifico come pretesto per affrontare temi ben più profondi e universali: la solitudine, l’identità, il bisogno di essere amati, il rapporto tra conoscenza e felicità. Diventare più intelligenti rende Charlie più libero o più solo? La consapevolezza porta con sé emancipazione o dolore? E soprattutto: quanto siamo disposti ad accettare la diversità, quando questa non è più “innocua” o rassicurante?</p>



<p>Colpisce, ancora oggi, l’attualità del romanzo. In un’epoca in cui parliamo costantemente di potenziamento umano, intelligenza artificiale, performance cognitive e competizione, <em>Fiori per Algernon</em> suona come un monito etico silenzioso ma potentissimo. La scienza, sembra dirci Keyes, non è mai neutra: ogni progresso tecnico produce onde lunghe, emotive e sociali, che non possono essere ignorate.</p>



<p>La lettura è scorrevole ma emotivamente impegnativa. Il finale, noto eppure devastante, non cerca colpi di scena spettacolari: arriva con una naturalezza quasi crudele, lasciando il lettore con un senso di perdita difficile da razionalizzare. È uno di quei libri che, una volta chiusi, continuano a lavorare dentro, costringendo a rivedere convinzioni che davamo per scontate.</p>



<p>Consiglio <em>Fiori per Algernon</em> a chi ama la fantascienza quando sa essere profondamente umana, a chi è interessato ai dilemmi etici del progresso e a chi non ha paura di lasciarsi toccare. Non offre risposte semplici, né consolazioni. Ma proprio per questo resta, a distanza di decenni, un classico necessario.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Storie della tua vita e altri racconti</title>
		<link>https://antoniofittipaldi.it/2025/12/07/storie-della-tua-vita-e-altri-racconti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Fittipaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2025 17:06:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://antoniofittipaldi.it/?p=268</guid>

					<description><![CDATA[Ho sempre apprezzato i racconti brevi della fantascienza, per i loro audaci tentativi di catapultare il lettore nel mezzo di storie incredibili, il tutto nello spazio (è il caso di dirlo) di poche pagine. Per questo mi sono avvicinato alle opere di Ted Chiang, per la prima volta nel 2024, con la lettura della raccolta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ho sempre apprezzato i racconti brevi della fantascienza, per i loro audaci tentativi di catapultare il lettore nel mezzo di storie incredibili, il tutto nello spazio (è il caso di dirlo) di poche pagine.</p>



<p>Per questo mi sono avvicinato alle opere di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ted_Chiang">Ted Chiang</a>, per la prima volta nel 2024, con la lettura della raccolta di racconti brevi <em>Respiro</em>.</p>



<p>Il secondo contatto è del 2025 con la raccolta <em>Storie della tua vita e altri racconti</em> (curato da Ne/oN Libri), in questo caso per verificare con curiosità quanta licenza il regista Denis Villeneuve si fosse preso nella trasposizione cinematografica con <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arrival_(film)"><em>Arrival</em></a> del 2016.</p>



<p><em>Arrival</em> è infatti tratto dal racconto <em>Storia della tua vita</em>, il punto apicale di questa raccolta. In esso Chang (vincitore dei premi Hugo e Nebula) descrive il contatto tra gli eptapodi (alieni dai 7 arti) e l’umanità. Gli extraterrestri compaiono improvvisamente con le loro astronavi fluttuanti a mezz’aria, immobili. Cosa vogliono? Sono amici o nemici? In che modo si comunica con loro, evitando catastrofici fraintendimenti?</p>



<p>È come se Chang usasse scenari sci-fi per fare critica sociale trattando della difficoltà della comunicazione/cooperazione, dell’isolamento delle persone, della distopia sociale: avviene per esempio nei racconti <em>Comprendi</em> (cosa accade a un uomo che vede espandersi indefinitamente le proprie facoltà mentali, dopo essersi sottoposto a un trattamento medico?) e in <em>Apprezzare ciò che vedi: un documentario</em> (vi sottoporreste a un intervento che equalizza il modo in cui percepite l’aspetto fisico delle persone, per apprezzarne unicamente la personalità?). Interessante la sezione del volume nel quale l’autore descrive da quali idee sia partito per la stesura di ogni racconto.</p>



<p>Una piacevole lettura che consiglio, dunque, a chiunque voglia usare la lente dei racconti di Chang per osservare con spirito originale (a volte esotico) e critico lo sviluppo delle “storie delle nostre vite”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La scienza dell&#8217;impossibile</title>
		<link>https://antoniofittipaldi.it/2025/10/27/la-scienza-dellimpossibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Fittipaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 15:58:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://antoniofittipaldi.it/?p=251</guid>

					<description><![CDATA[In questo libro Chiara Marletto, ricercatrice in fisica teorica presso il Wolfson College e il dipartimento di fisica dell&#8217;università di Oxford, descrive parte delle idee alla base dei suoi studi. In particolare si sofferma sulla possibilità che le attuali leggi della fisica comunemente accettate (dalla relatività generale alla meccanica quantistica, passando per la teoria dell&#8217;informazione) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In questo libro <strong>Chiara Marletto</strong>, ricercatrice in fisica teorica presso il Wolfson College e il dipartimento di fisica dell&#8217;università di Oxford, descrive parte delle idee alla base dei suoi studi.</p>



<p>In particolare si sofferma sulla possibilità che le attuali leggi della fisica comunemente accettate (dalla relatività generale alla meccanica quantistica, passando per la teoria dell&#8217;informazione) possano essere profondamente rivisitate alla luce di spiegazioni <em>controfattuali</em> del mondo. Ossia: piuttosto che parlare di cosa deve accadere nell&#8217;universo (dato ciò che <em>è accaduto</em>), valutare cosa potrebbe (o non potrebbe) <em>essere fatto accadere</em>.</p>



<p>Personalmente mi piace la consapevolezza che le leggi o le convinzioni di cui disponiamo (non solo in fisica) non siano dogmi assoluti ed eterni e sono convinto che ci sia un sacco ancora da scoprire, là fuori: tale idea è essa stessa il motore del progresso. La medesima autrice, a pagina 152, afferma che &#8220;<em>le leggi della fisica sono manuali </em>provvisori<em> per l&#8217;uso dell&#8217;universo</em>&#8220;.</p>



<p>Il testo è diviso in capitoli (&#8220;Oltre le leggi del moto&#8221;, Informazione, &#8220;Informazione quantistica&#8221;, Conoscenza, &#8220;Lavoro e calore&#8221;, tra gli altri) nei quali Marletto propone dunque i limiti della visione classica della fisica, descrivendo come essi possano essere superati tramite una lettura controfattuale della realtà.</p>



<p>Funzionale a questo processo è l&#8217;introduzione (o la rivisitazione) di determinati concetti come quelli di leggi senza-progetto (che non si occupano di preservare qualcosa in particolare), r-esistenza (la capacità di un sistema di preservare se stesso), costruttore universale (la generalizzazione estrema del concetto di stampante 3D, in grado di generare qualsiasi sistema fisico a partire da sufficiente materia prima), conoscenza (informazione r-esistente) e numerose altre.</p>



<p>Il testo è interessante ma durante la lettura ho perso più volte il filo (e subìto un po&#8217; di frustrazione), nonostante l&#8217;autrice intervalli i capitoli tecnici a momenti più accessibili: alcune storie (come il dialogo fra Aristotele e un giovane Alessandro Magno) richiamano metaforicamente quanto descritto nelle pagine precedenti.</p>



<p>Consiglio dunque questa lettura di frontiera, <em>alla ricerca delle nuove leggi della fisica</em>, a chi dispone già di una solida conoscenza di fisica teorica e voglia fare un bel viaggio <em>controfattuale</em>. In tal caso, buona lettura! Diversamente, sappiate che si tratta di un testo piuttosto impegnativo che potrebbe lasciarvi un po&#8217;&#8230; smarriti.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il senso delle cose</title>
		<link>https://antoniofittipaldi.it/2025/08/17/il-senso-delle-cose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Fittipaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Aug 2025 18:47:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://antoniofittipaldi.it/?p=216</guid>

					<description><![CDATA[Dopo Sei pezzi facili continua la mia scoperta di Richard Feynman. Questa è la volta de Il senso delle cose, un piccolo volume (125 pagine) dalla struttura particolare. Non si tratta infatti di un saggio divulgativo, ma della trascrizione di tre conferenze tenute dal celebre fisico nell&#8217;aprile del 1963 presso la University of Washington di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo <em><a href="https://antoniofittipaldi.it/2024/03/27/sei-pezzi-facili/" data-type="post" data-id="104">Sei pezzi facili</a></em> continua la mia scoperta di Richard Feynman. Questa è la volta de <em>Il senso delle cose</em>, un piccolo volume (125 pagine) dalla struttura particolare.</p>



<p>Non si tratta infatti di un saggio divulgativo, ma della trascrizione di tre conferenze tenute dal celebre fisico nell&#8217;aprile del 1963 presso la University of Washington di Seattle.</p>



<p>Nelle tre sezioni (<em>L&#8217;incertezza della scienza</em>, <em>L&#8217;incertezza dei valori</em>, <em>Un&#8217;epoca scientifica, la nostra?</em>, nella traduzione italiana), il nostro sveste i panni del fisico in senso stretto, vestendo quelli di un cittadino-scienziato (il titolo originale è appunto <em>The meaning of it all: thoughts of a citizen scientist</em>) che pone al suo pubblico una serie di interrogativi, nel consueto e brillante stile di Feynman.</p>



<p>Numerosi i temi trattati, con sapiente dosaggio di humor, profondità e provocazione: dall&#8217;impatto che la scienza ha e avrà sulla società ai rapporti con la religione (può uno scienziato credere in Dio?), dalla necessità dello sviluppo di un pensiero libero, indipendente e critico all&#8217;analisi del conflitto Stati Uniti-Russia (in piena guerra fredda).</p>



<p>Una lettura (apparentemente) leggera per un bel viaggio nel pensiero dell&#8217;autore che, come un po&#8217; accade in ogni sua opera, invita a guardare oltre, al pensiero divergente, al non dare nulla per acquisito come verità assoluta (non solo nella fisica teorica!), al guardare alla realtà con gli occhi curiosi di un bambino. Un invito, del buon Feynman, quanto mai attuale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La scorciatoia</title>
		<link>https://antoniofittipaldi.it/2025/08/13/la-scorciatoia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Fittipaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Aug 2025 16:25:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://antoniofittipaldi.it/?p=196</guid>

					<description><![CDATA[In quest&#8217;opera del 2023, dal sottotitolo Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano, l&#8217;autore Nello Cristianini descrive la storia evolutiva dell&#8217;Intelligenza Artificiale (IA) negli ultimi decenni. Cristianini (ricercatore e docente di IA presso l&#8217;Università di Bath, nel Regno Unito) accompagna il lettore in un percorso che, muovendo dagli albori disciplinari degli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In quest&#8217;opera del 2023, dal sottotitolo <em>Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano</em>, l&#8217;autore <a href="https://www.amazon.it/stores/Nello-Cristianini/author/B0BWND9WSJ">Nello Cristianini</a> descrive la storia evolutiva dell&#8217;Intelligenza Artificiale (IA) negli ultimi decenni.</p>



<p>Cristianini (ricercatore e docente di IA presso l&#8217;Università di Bath, nel Regno Unito) accompagna il lettore in un percorso che, muovendo dagli albori disciplinari degli anni &#8217;50 del secolo scorso, illustra chiaramente i fondamenti dell&#8217;agire attuale di una miriade di <em>entità</em> che ogni giorno intersecano e influenzano le nostre vite (sistemi di raccomandazione, filtri antispam, chatbot&#8230;).</p>



<p>I quesiti posti nel testo sono numerosi: si può davvero parlare di intelligenza, per tali <em>entità</em>? È vero che i sistemi LLM (<em>Large Language Model</em>), che tra gli altri fanno funzionare prodotti come ChatGPT di OpenAI e Gemini di Google, hanno ormai raggiunto capacità &#8220;cognitive&#8221; che rivaleggiano con quelle di un dottorato di ricerca umano, praticamente in ogni ambito dello scibile? È giusto che l&#8217;Unione Europea regolamenti eticamente lo sviluppo dei sistemi di IA, oppure ciò ne affosserebbe troppo l&#8217;evoluzione (con buon gioco, per esempio, della Cina)? Cosa si intende con il termine &#8220;scorciatoia&#8221; che da il titolo al volume?</p>



<p>Tra <em>machine learning</em>, reti neurali, <em>bias</em>, agenti, macchine sociali e tanto altro, Cristianini realizza un&#8217;opera di divulgazione accessibile al grande pubblico, apprezzabile e con i piedi per terra (no, per l&#8217;autore l&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Intelligenza_artificiale_forte" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AGI</a> non è all&#8217;orizzonte, semmai possibile). Un&#8217;opera che sento di consigliare a tutti coloro che vogliano approfondire il tema IA attingendo da una fonte profondamente autorevole e lontana dalle logiche del <em>clickbait</em>.</p>



<p>Il tema è naturalmente in evoluzione rapidissima e molto vasto. L&#8217;autore infatti continua a dettagliarne i perimetri in due successivi volumi (anch&#8217;essi editi da &#8220;il Mulino&#8221;): <em>Machina Sapiens</em> (2024) e <em>Sovraumano</em> (2025).</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide" style="margin-bottom:30px"/>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="L&#039;AI può ragionare e comprendere? - Con Nello Cristianini" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/bmshs8rl7As?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="has-text-align-center has-small-font-size"><em>Una significativa intervista di Cristianini a cura del buon Raffaele Gaito</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli ultimi uomini</title>
		<link>https://antoniofittipaldi.it/2025/03/02/gli-ultimi-uomini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Fittipaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Mar 2025 19:28:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://antoniofittipaldi.it/?p=185</guid>

					<description><![CDATA[A molti (me compreso, agli inizi) Olaf Stapledon non dirà nulla, ma quasi un secolo fa pubblica questo Gli ultimi uomini, una sorta di saggio narrativo che descrive cosa accadrà alla nostra povera razza nel futuro, in un percorso di miliardi di anni. Forte della sua formazione filosofica, lo scrittore britannico accompagna il lettore in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A molti (me compreso, agli inizi) <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Olaf_Stapledon" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Olaf Stapledon</a> non dirà nulla, ma quasi un secolo fa pubblica questo <em>Gli ultimi uomini</em>, una sorta di saggio narrativo che descrive cosa accadrà alla nostra povera razza nel futuro, in un percorso di miliardi di anni.</p>



<p>Forte della sua formazione filosofica, lo scrittore britannico accompagna il lettore in un viaggio evolutivo mutaforma e impressionante, descrivendo dettagliatamente le sfide e gli interrogativi che la nostra razza affronterà a partire dagli anni &#8217;30 del Novecento, con orizzonte temporale indefinito.</p>



<p>In che modo gli uomini (si parte dai Primi, i nostri contemporanei, fino a &#8220;umani&#8221; di diciottesima generazione finiti a vivere su Nettuno) si evolveranno fisicamente, spiritualmente, filosoficamente? Saranno in grado di comprendere la loro vera natura e individuare il loro giusto posto nel cosmo, o finiranno per autodistruggersi?</p>



<p>Il finale, a mio modesto avviso, è forse non ai livelli del resto del saggio ma sento comunque di consigliare la lettura di quest&#8217;opera poco mainstream che, con le sue suggestioni inedite e visionarie per l&#8217;epoca (terraformazione, ingegneria genetica, conflitti nucleari, mente collettiva&#8230;), ha ispirato generazioni di scrittori successivi (tra i quali un certo Isaac Asimov).</p>



<p>Da menzionare, infine, il lungometraggio <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Last_and_First_Men">Last and First Men</a></em>, uscito nel 2020 e ispirato a quest&#8217;opera di Stapledon.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il problema dei tre corpi</title>
		<link>https://antoniofittipaldi.it/2024/07/16/il-problema-dei-tre-corpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Fittipaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jul 2024 17:10:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://antoniofittipaldi.it/?p=172</guid>

					<description><![CDATA[I Trisolariani &#8211; razza aliena decisamente più evoluta di quella umana &#8211; hanno non poche difficoltà di sopravvivenza nel loro sistema solare ternario, costantemente esposti a una destabilizzante successione di ere di calma e caos (non è facile avere a che fare con tutte quelle stelle, così vicine!). Sulla Terra anche noi umani, però, non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I Trisolariani &#8211; razza aliena decisamente più evoluta di quella umana &#8211; hanno non poche difficoltà di sopravvivenza nel loro sistema solare ternario, costantemente esposti a una destabilizzante successione di ere di calma e caos (non è facile avere a che fare con tutte quelle stelle, così vicine!). Sulla Terra anche noi umani, però, non ce la passiamo proprio bene, vittime di un costante decadimento morale che ci porta sempre più sull&#8217;orlo del baratro, decennio dopo decennio.</p>



<p>Perché, allora, non provare a unire le forze? Se contattassimo il popolo di Trisolaris, potrebbe darci una mano? E come? E noi saremmo loro utili?</p>



<p>Su queste basi e grazie a una serie di godibili trovate, l&#8217;autore Cinxin Liu diventa pop anche presso il grande pubblico occidentale (grazie anche all&#8217;omonima serie <a href="https://www.wired.it/gallery/il-problema-dei-tre-corpi-libri-memoria-del-passato-della-terra/">Netflix</a> di successo) con un racconto appassionante, ricco di colpi di scena ma con buone basi scientifiche, che usa tematiche sci-fi per descrivere le pene della società moderna. Godibile (a parte, all&#8217;inizio, il memorizzare i nomi &#8211; cinesi &#8211; di buona parte dei protagonisti)!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sei pezzi facili</title>
		<link>https://antoniofittipaldi.it/2024/03/27/sei-pezzi-facili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Fittipaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2024 09:40:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://antoniofittipaldi.it/?p=104</guid>

					<description><![CDATA[Richard Feynman è stato, tra le tante cose (non scordiamoci il bongo!), uno dei più carismatici formatori della sua generazione e lo dimostra brillantemente in quest&#8217;opera divulgativa diventata un must have per qualsiasi lettore che voglia approcciarsi ai fondamenti della fisica (o come, nel mio caso, desideri rispolverare vecchi ricordi scolastici&#8230; con un pizzico di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><a href="https://www.focus.it/scienza/scienze/richard-feynman-storia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Richard Feynman</a> è stato, tra le tante cose (non scordiamoci il <a href="https://www.youtube.com/watch?v=qWabhnt91Uc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bongo</a>!), uno dei più carismatici formatori della sua generazione e lo dimostra brillantemente in quest&#8217;opera divulgativa diventata un <em>must have</em> per qualsiasi lettore che voglia approcciarsi ai fondamenti della fisica (o come, nel mio caso, desideri rispolverare vecchi ricordi scolastici&#8230; con un pizzico di vergogna e malinconia).</p>



<p>Un viaggio che apre davvero la mente su come funzioni il mondo attorno a noi e che dalla meccanica quantistica alle forze gravitazionali, passando per la relazione con le altre scienze, la termodinamica e le leggi che governano il moto dei pianeti, Feynman rende accessibile, affascinante, coinvolgente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
